LearningLabs
Molecole e cellule a colori
CusMiBio, Milano 22-24 Settembre 2010
PRIMO GIORNO
Il corso si apre con la presentazione degli enti organizzatori: il CusMiBio dell’Università degli Studi di Milano, introdotto dal prof. Paolo Plevani, e l’ELLS, descritto dalla dott.ssa Rossana De Lorenzi dell’EMBL di Monterotondo. Quindi prendono il via seminari e attività: i primi sono registrati e trasmessi in streaming dal CTU (Centro Televisivo Universitario) di UniMi.
Il prof. Plevani, di UniMi apre la serie di seminari spiegando la tecnica della citofluorimetria a flusso: illustra i principi di funzionamento del citofluorimetro ed esempi di applicazioni, soprattutto riguardanti lo studio e il controllo del ciclo cellulare. A seguire i partecipanti si spostano nel laboratorio didattico dove svolgono un’attività progettata da Rossana De Lorenzi e Tommaso Nastasi, ELLS education officers a Monterotondo: seguendo diversi protocolli di colorazione istologica, i docenti allestiscono dei vetrini con campioni di tessuto cardiaco murino sani e infartuati, l’osservazione e il confronto dei quali richiede formulazione di ipotesi, loro verifica, analisi e discussione.
I seminari proseguono con l’intervento della dott.ssa Sara Buonomo, dell’EMBL di Monterotondo, che descrive i punti di controllo (checkpoints) del ciclo cellulare: questi permettono la correzione di eventuali errori nel corredo genetico, evitando che siano trasmessi alle generazioni successive. Alterazioni in questi meccanismi sono spesso associati alla transizione da cellula normale a cancerosa.
La giornata si conclude con l’attività guidata da Fabio Puddu e Magda Granata, del laboratorio di ricerca del prof. Plevani: l’obiettivo è di osservare al microscopio la morfologia di colture di Saccharomyces cerevisiae, riconoscendone la fase del ciclo cellulare e l’eventuale sincronia. Poiché i partecipanti non sanno se le colture di lievito ricevute sono aploidi o diploidi, l’attività si completerà il giorno seguente con l’analisi citofluorimetrica, in cui i docenti misureranno il contenuto di DNA di un campione delle loro colture.
SECONDO GIORNO
L’utilizzo di diverse tecniche di colorazione per visualizzare l’architettura e l’organizzazione sinaptica del cervello è il tema del seminario tenuto dalla prof.ssa Silvia De Biasi, di UniMi, la quale illustra l’evoluzione di queste tecniche, dalle prime e più tradizionali colorazioni istologiche fino alle più recenti, rese possibili dalle nuove tecnologie.
Al seminario segue l’attività pratica, guidata sempre da De Biasi con le dott.sse Mariarosa Gioria e Laura Cornaghi: i partecipanti sperimentano le procedure classiche di fissazione, inclusione, taglio (con vibratomo e microtomo) e colorazione di campioni di tessuto nervoso, al fine di ottenere preparati permanenti osservabili al microscopio.
La prof.ssa DeBiase insieme con il prof. Umberto Fascio, di UniMi, spiegano poi i principi generali alla base della microscopia a fluorescenza e della microscopia confocale, con particolare attenzione alle applicazioni in campo neuroanantomico.
Il pomeriggio è impegnato per il completamento delle attività laboratoriali, principalmente con i partecipanti suddivisi in piccoli gruppi, che, alternandosi, hanno sperimentato l’analisi citofluorimetrica delle colture di lievito, hanno osservato e commentato i preparati di cervello realizzati e sono stati guidati dal prof. Fascio nella visita al microscopio confocale.
TERZO GIORNO
L’ultima giornata di corso è dedicata alla biologia vegetale e in particolare il prof. Martin Kater, di UniMi, spiega i principali meccanismi che regolano la formazione del fiore in Arabidopsis thaliana, introducendo anche alle tecniche di microscopia, abbinate a colorazioni e marcature fluorescenti, impiegate per lo studio di tali meccanismi.
Del suo gruppo è anche l’attività laboratoriale proposta, curata dalle dott.sse Lucia Colombo, Monica Colombo e Veronica Gregis: sono mostrate piantine di Arabidopsis marcate con il gene reporter della beta-glucuronidasi (saggio GUS) per monitorare l’espressione di geni d’interesse. Viene inoltre introdotta la tecnica dell’ibridazione in situ, che permette di identificare il profilo d’espressione di un gene in un tessuto. Di tale tecnica viene fornita una dimostrazione ai partecipanti suddivisi in due gruppi, che si alternano osservando anche come si opera una microdissezione.
NOTE FINALI
Il corso ha riscontrato un notevole successo, grazie sia all’estrema chiarezza e competenza dei relatori, sia all’interesse e partecipazione mostrati dai docenti. Per loro è stata senz’altro un’occasione di approfondimento e aggiornamento, in cui sono stati coinvolti in modo attivo. A tutti, organizzatori, relatori e partecipanti, un sentito riconoscimento.

