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Outreach Events

Brain Awareness Week 2009

Napoli, 18 - 20 Maggio 2009

British flag

Il 18, 19 e 20 Marzo alla Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli ricercatori napoletani e non hanno partecipato alla settimana mondiale dedicata alle neuroscienze. Seminari, attività sperimentali, posters, videproiezioni e dimostrazioni pratiche per raccontare il cervello e i suoi segreti.

Si è svolta anche quest’anno in varie città del mondo la BAW 2009 (Brain Awareness Week) la settimana dedicata alla conoscenza del cervello. Un evento di divulgazione delle neuroscienze nato nel 1996 e caratterizzato da attività di vario tipo, come dibattiti, proiezioni, poster e mostre. BAW è approdata a Napoli per la seconda volta (la prima lo scorso anno) registrando un grande successo di pubblico. La manifestazione si è svolta nella Stazione Zoologica Anton Dohrn all’interno della villa comunale, a due passi al mare, dal 18 al 20 Marzo dalle 9,30 alle 18.30.

L’evento organizzato da TIGEM (TELETHON Institute of Genetics and Medicine), ANISN (Associazione Nazionale Insegnati di Scienze Naturali), Università degli studi di Napoli Federico II, ELLS (European Learning Laboratory for the Life Sciences) dell’EMBL (European Molecular Biology Laboratory), IGB (Istituto di Genetica e Biofisica Adriano Buzzati- Traverso), e dalla SZN (Stazione Zoologica Anton Dohrn), si è sviluppato in tre giornate di divulgazione dedicate a differenti aspetti del cervello (lo sviluppo, il cervello maturo, il cervello malato) rivolte a docenti e studenti delle scuole superiori e ad un pubblico di adulti.

Il primo appuntamento, il 18 Marzo, coordinato da Michéle Studer del TIGEM è stato interamente dedicato allo sviluppo del cervello. La mattinata è ruotata intorno agli aspetti evolutivi del sistema nervoso grazie a 3 seminari (tenuti da Paolo Bazzicalupo, Paolo Sordino, Christian Alfano e Gemma Fiore) che hanno attirato un numeroso pubblico tra insegnanti e studenti. Un successo replicato anche nel pomeriggio durante l’intervento di Chiara D’Alessio che ha illustrato alcuni aspetti della psicobiologia infantile e il ruolo della comunicazione musicale nei primi mesi di vita dei bambini. Nel corso della giornata ci sono state esercitazioni e dimostrazioni pratiche. Tra queste molto interesse hanno suscitato quelle riguardanti le diverse tecniche di colorazione utilizzate per osservare il tessuto cerebrale, in modo da ottenere informazioni sui danni neuronali causati da diverse patologie. Sono stati mostrati agli interessati vetrini preparati con tessuti cerebrali di diversa origine e colorati utilizzando il metodo di Nissl, o anticorpi legati a sostanze colorate, o ancora tessuti neuronali che, grazie alle tecniche di ingegneria genetica, sono in grado di esprimere molecole fluorescenti. È stato mostrato ai ragazzi l’uso dei microscopi utilizzati per osservare tali tessuti, sottolineando la capacità di queste diverse colorazioni diseguire il percorso dei neuroni durante le varie fasi dello sviluppo o di evidenziare danni cellulari.

Il 19 Marzo è stata la giornata dedicata al cervello maturo, durante la quale vari seminari hanno permesso di approfondire aspetti come la relazione tra cervello e comportamento, e la memoria. Tra i vari eventi, coordinati da Graziano Fiorito della SZN, particolare attenzione è stata rivolta dal pubblico al seminario “cervello e musica” (tenuto da Renato Musto), dedicato alle reciproche relazioni esistenti tra le note e il sistema nervoso. un altro seminario di grande interesse è stato dedicato ai “neuroni a specchio” (tenuto da Luca Bonini), una particolare classe di cellule nervose che si attivano quando si compie un’azione o si osservano le conseguenze della stessa azione eseguita da altri; i neuroni specchio permettono di spiegare fisiologicamente la nostra capacità di porci in relazione con gli altri. Anche gli altri seminari (“eccitante eccitabilità” tenuto da Maurizio taglialatela, “cervello e memoria” di Elvira de Leonibus, “le neuroscenze cognitive” di Massimiliano Conson, “il modello cibernetico dell’intelligenza” di Barbara Mussi) nonostante la complessità degli argomenti trattati, hanno interessatoil pubblico, come si è potuto notare dagli interventi e dalle numerose domande. Le esperienze pratiche della giornata hanno riguardato principalmente l’osservazione di organismi come copepodi, calamari e il vermettoCaenorhabditis elegans, utilizzati come modelli per lo studio dei neuroni. Molta curiosità è stata suscitata dai robot, un cucciolo di dinosauro ed un cagnolino, realizzati dalla Scuola Superiore Sant’Anna nell’ambito di progetti mirati alla realizzazione di robot biomimetici necessari alla comprensione dei processi biologici.

L’ultima giornata, il 20 Marzo, coordinata da Carla Perrone Capano dell’Università di Napoli “Federico II” è stata indirizzata allo studio del cervello malato, con seminari e video dedicati alla comprensione e allo studio di casi clinici diversi: malattie neurodegenerative, trauma cranico, tecniche di visualizzazione del cervello “in vivo”, il disagio psicologico. Quest’ultimo giorno ha visto protagonisti due seminari, il primo in cui Giuseppe de Michele ha spiegato al pubblico, sempre molto numeroso, cosa accade “quando il cervello non funziona”, e un ultimo (tenuto da Lucio Annunziato) dedicato alle strategie farmacologiche applicabili a diverse patologie. Il resto della giornata è stato particolarmente coinvolgente per il pubblico grazie alle numerose attività interattive: videoproiezioni, posters, e prove pratiche, tra le quali anche tests neuropsicologici. Anche in questa sessionegli ospiti hanno potuto osservare al microscopio cellule e tessutinervosi, e hanno potuto vedere posters e videoproiezioni sulla tecnica della stimolazione cerebrale profonda (Deep Brain Stimulation). Molto affascinante è stata la sessione dedicata alla malattia di Alzheimer, ed al ruolo dell’arte nella cura di questa patologia, tenuta da Angiola Maria Fasano (ospedale Cardarelli di Napoli),ed i test messi a punto dai councelors (dell’Istituto di Psicoterapia Relazionale di Napoli) per i giovani partecipanti alla BAW. Per il terzo giorno consecutivo è stato inoltre mostrato al pubblico il prototipo di una “palestrina sensorizzata” realizzato dagli ingegneri della Scuola Superiore Sant’Anna, molto utile per la diagnosi dell’infarto neonatale e per la riabilitazione dei neonati colpiti da questa patologia.

I tre giorni di BAW 2009 hanno attirato centinai di studenti delle scuole superiori, persone interessate agli argomenti trattati, ed insegnanti, confermando la funzione di supporto didattico dell’evento. La risposta positiva del pubblico ha premiato un appuntamento unico per la qualità e la quantità degli approfondimenti. Le diverse forme di divulgazione, che anche contemporaneamente si svolgevano nelle sale, hanno dato a tutti la possibilità di avvicinarsi in maniera diversa a temi spesso ritenuti ostici o poco interessanti.